E’ tempo di formazione e, con essa, di aggiornamento, di promozioni e passaggi di ruolo.
Oggi parliamo di Capo Animazione ai quali diamo un chiaro e vivo consiglio: essere leader, non capi.

Chi esercita questa professione per qualche anno, spera, prima o poi, come in tutti i settori, di gestire un gruppo, di assumersi delle responsabilità importanti, di decidere la linea programmatica della stagione, di dimostrare, agli altri ma soprattutto a se stesso, di essere all’altezza di una equipe tutta sua, insomma spera di essere promosso e fare, il Capo Animazione.

Tutti, vogliono farlo. Pochi lo ammettono. Pochissimi, ancora, si rifiutano.

C’è, infatti, chi, nonostante le comprovate capacità più volte dimostrate sul campo, continua a rifiutarsi pur di non assumersi responsabilità, avere pensieri, ansie e tensioni durante la stagione.
Preferiscono restare eterni Peter Pan anziché impugnare il timone della stagione ed esserne condottieri.
Preferiscono ancora divertirsi invece di guardare in faccia alla realtà: ossia, la consapevolezza di avere nelle mani una professione che potrebbe spalancargli le porte dell’intero settore del turismo.
(premessa la disponibilità a studiare, sempre!, aggiornarsi senza tregua e “farsi il mazzo” vita natural durante)

Il paradosso, immaginerete, è sempre lo stesso: chi spera, spesso anche sgomitando, di fare il “salto di qualità”, non ne ha le capacità, il temperamento, il carattere; chi, invece, è pronto e potrebbe senza alcun tipo di problema fare la differenza, niente, tace, silenzioso, “all’ultimo banco”, cullandosi sui complimenti di ogni estate e facendosi bastare applausi e gratificazioni in nome di un’umiltà che, invece, spesso è pigrizia e totale assenza di ambizioni in questo settore.
Da un lato troppe ambizioni, dall’altro per niente.
Insomma, la consuetudine, la regola non scritta, anche nel nostro straordinario mondo, è sempre la stessa:
“il pane a chi non ha denti affilati e forti”!
Questo perché non si è ben capito il valore esclusivo di quello che si fa!

Perché vi sto dicendo questo? Semplice!
Quando si parla di formazione, nel nostro settore, si pensa sempre e solo a quella “primaria” necessariamente impartita a chi ha la semplice e lontana aspirazione di diventare un animatore turistico.
Non è così! Continuano a formarsi anche i professionisti, se lo sono!

La nostra, da questo punto di vista, è una realtà fortunata, almeno per il momento. Almeno per questo.
Fortunata e meritevole. Adesso vi spiego il perché.

Il merito, inizialmente, sembrava essere quello di aver creato una “generazione di professionisti” che “ovunque passavano crescevano pepite d’oro”.
Come immaginerete, il tempo passa e con esso le generazioni.
Se a distanza di oltre 10 anni siamo ancora qui a raccontarvi quello che ci succede è perché in realtà, un po’ inconsapevolmente, si è creata, invece, una “cultura di professionisti”, uno “know how” eccellente, una “forma mentis” vincente, chiamatela come volete, che si tramanda da generazione a generazione e che forma, anno dopo anno, i professionisti del domani.

E’ riconducibile a questo, solo a questo, l’esito positivo delle nostre stagioni.
E questo è il motivo per cui non riusciamo a lavorare con capi animazione e capi villaggio referenziati e con Cv da capogiro, che, da anni, ci girano intorno chiedendoci di entrare nel nostro organico e collaborare: fin quando tra le file delle nostre equipe cresceranno elementi con la giusta passione, determinazione, carattere, competenze e professionalità, investiremo su di loro.
Perché se lo meritano. Perché glielo dobbiamo.

In che mondo? Come stiamo facendo da anni!
Studiando con loro, aggiornandoci di continuo, completandoci a vicenda, migliorandoci. Insieme.
I nostri capi animazione, i responsabili di settore o anche semplicemente chi lavora con noi da qualche anno, nonostante siano esperti ed impeccabili professionisti, ogni primavera, seguono corsi di aggiornamento e workshop che gli proponiamo in modo da accrescere il bagaglio conoscitivo e di esperienza da spendere, poi, nei Villaggi, Hotel e Resort ai quali li destiniamo.

A chi, tra questi, toccherà a breve l’onere e l’onore di guidare un’equipe, l’onere e l’onore di essere il collante tra i servizi della struttura e rappresentarla, a chi toccherà questa inspiegabile gratificazione e riconoscimento, vogliamo fare arrivare il nostro più sentito in bocca al lupo e il primo e più importante consiglio da tenere sempre bene a mente per essere un amato leader e non un odiato capo: siate mossi dal principio di equità più che da quello di uguaglianza, in quanto, vero leader è chi avrà la capacità di far raggiungere a tutti i componenti della sua equipe le medesime soddisfazioni, indipendentemente dall’esperienza.

Negli anni, abbiamo provato a chiedere a referenziati professionisti, al di fuori della cerchia dei nostri strettissimi collaboratori d’esperienza, di partecipare a momenti formativi e di confronto preventivi rispetto all’inizio della stagione: nulla da fare, pare nessuno ne abbia bisogno, sono tutti arrivati.
Quindi, fermi.
Tutti.